Aree terapeutiche

IBSA a ESHRE 2026: scienza, cura e visione futura per la medicina della riproduzione

Anche quest’anno, IBSA ha partecipato al Congresso annuale della European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE), che si è svolto a Londra dal 5 all’8 luglio riunendo la comunità scientifica globale nell’ambito della medicina riproduttiva.

In linea con il nuovo claim "We care, it’s in our nature", IBSA ha promosso un dialogo che supera i confini della sola clinica. Il calo delle nascite, infatti, non è una questione puramente medica: è il riflesso di un profondo cambiamento culturale in cui il desiderio di un figlio si misura con stili di vita, priorità personali e una pianificazione familiare che si è inevitabilmente spostata in avanti nel tempo.

AFFRONTARE IL CALO DELLA FERTILITÀ IN UN CONTESTO SOCIALE IN EVOLUZIONE

Martedì 7 luglio, il simposio di IBSA “Tackling fertility decline in a changing society” ha aperto un confronto sulla genitorialità posticipata e sul suo impatto sulla salute riproduttiva.

Moderata dalla Prof.ssa Anja Pinborg (Danimarca) e dal Prof. Richard Anderson (UK), la sessione ha visto confrontarsi una faculty interdisciplinare con voci di primissimo piano a livello internazionale, che hanno esplorato la complessità e le difficoltà che il team clinico e i pazienti affrontano quotidianamente nei percorsi di riproduzione assistita, evidenziando l'importanza del supporto psicologico

Talvolta sottovalutata, l’età materna rappresenta il principale determinante degli esiti riproduttivi, influenzando direttamente la qualità ovocitaria e lo sviluppo dell'embrione. Come ben emerso durante il simposio, l’educazione e la consapevolezza della fertilità rappresentano una nuova frontiera per colmare questo divario informativo.

Di fronte a queste sfide, la sola risposta medica tardiva può non essere sufficiente. Si fa dunque strada la necessità di un approccio più ampio e proattivo, una filosofia di cura che unisce l'informazione consapevole a percorsi terapeutici personalizzati, capaci di rispettare i ritmi biologici del corpo e di accompagnare le coppie in ogni fase del loro cammino.

 

LE NUOVE FRONTIERE DELLA STIMOLAZIONE OVARICA

Se l'evoluzione dei modelli sociali definisce lo scenario, la risposta scientifica si concretizza in un approccio terapeutico che rispetta e asseconda la biologia riproduttiva. Questo tema è stato al centro della company session “Decoding follicular dynamics to optimise ovarian stimulation”, moderata dalla Prof.ssa Laura Francesca Rienzi (Italia) e dal Prof. Samir Hamamah (Francia).

Il dibattito ha evidenziato un riorientamento dell’obiettivo clinico sul raggiungimento della massima qualità cellulare ed embrionaria. Questo approccio basato sulla fisiologia consente ai clinici di disegnare protocolli personalizzati, rispondendo con maggiore efficacia anche alle situazioni cliniche più complesse, tipiche delle donne in età riproduttiva avanzata.

 

GUARDANDO AL FUTURO: SCRIVERE INSIEME IL DOMANI DELLA PMA

I lavori e il confronto scientifico evidenziano come la strada intrapresa sia in grado di rispondere alle reali necessità della medicina riproduttiva moderna. Oggi, l'innovazione in questo settore si propone di guardare oltre il solo trattamento dell’infertilità, per contribuire a un modello più ampio e proattivo, capace di integrare educazione, prevenzione e personalizzazione terapeutica.

È proprio in questa prospettiva che l’ottimizzazione dell’ambiente follicolare potrebbe diventare un elemento chiave per migliorare la risposta ovarica e i risultati clinici, offrendo risposte concrete alle nuove sfide globali poste dal declino della natalità.

Coniugando il rigore della ricerca scientifica a una profonda vicinanza umana, IBSA continua a sostenere il futuro della medicina della riproduzione, offrendo soluzioni terapeutiche che possano trasformare le complessità del presente in reali possibilità per il domani.