IBSA stories

EUREKA! Storia di una invenzione impossibile

Qual è, e come si racconta, l’anima di un’azienda? Come si comunicano i valori e la storia di una multinazionale farmaceutica come IBSA?

Accendendo i riflettori e dicendo “ciak, si gira!”. Affidando, cioè, a un docu-film il compito di narrare la storia di un’invenzione che sembrava impossibile – la levotiroxina in capsula molle – un prodotto che rappresenta in modo emblematico lo stile di IBSA: creare farmaci nella forma migliore, per renderli più funzionali e più vicini ai bisogni delle persone.

È nato così il racconto di un viaggio nel mistero e nella creatività di chi trasforma un’intuizione in una soluzione concreta. È la storia di un’avventura tecnica e umana che sembrava irrealizzabile: creare un “liquido solido” attraverso la ricerca di una formula perfetta in un corpo a corpo con i numeri e con la chimica. 

UN VIAGGIO TECNICO, SCIENTIFICO E UMANO

Nel viaggio narrato nei 18 minuti del film emergono due grandi ricchezze di IBSA.

  • La prima è quella tecnica e scientifica: ci siamo addentrati nelle varie dimensioni delle macchine, riportando alla luce dettagli nascosti e sorprendenti.
  • La seconda è la ricchezza umana, presente a ogni livello dell’azienda. In un mondo che teme il dominio dei robot e dell’intelligenza artificiale, è confortante scoprire che il vero cuore pulsante di IBSA rimane quello delle persone: collaboratori e collaboratrici che hanno raccontato le loro impressioni, si sono aperti… e hanno persino cantato!

 

Questo viaggio ci ha permesso di ripercorrere anche la storia dell’azienda, attraverso gli amarcord e le parole di Arturo Licenziati, Presidente e CEO di IBSA.

Una narrazione filmica che ha inevitabilmente toccato sentimenti forti – frustrazioni, fatiche, esaltazioni – legati alla ricerca, alle prime produzioni, ai controlli degli enti regolatori, alla passione per il proprio lavoro.

La comunicazione si è quindi mossa non solo sul piano tecnico, ma anche su quello emotivo, raccogliendo e restituendo le emozioni di chi fa impresa: ingegneri, tecnici, collaboratori.

SCIENZA E ARTE, FINALMENTE INSIEME

Abbiamo voluto raccontare tutto ciò con un’ambizione artistica, andando oltre il classico video aziendale. Abbiamo cercato nuove strade narrative, esattamente come fa IBSA nel suo quotidiano, in linea con il suo payoff Caring Innovation.

EUREKA! Storia di una invenzione impossibile

Per la narrazione del film serviva tuttavia un’idea forte. È nata così la scelta di partire dal vuoto di una tela bianca, una sorta di alba del mondo. Di fronte a essa, in un atelier onirico, un’attrice-pittrice disegna, dipinge, imprime e interpreta artisticamente la storia, fino a rappresentarla in un’unica grande opera pittorica che sintetizza la dimensione tecnica e umana di IBSA da cui è scaturito un quadro di 4 x 2 metri. IBSA, nel suo percorso, ha sempre dialogato con le arti – basti pensare alle tante attività e progetti di IBSA Foundation per la ricerca scientifica. Scienza e arti, finalmente insieme: la bellezza dell’arte e la bellezza della scienza all’unisono.

UN DOCU-FILM CHE STA FACENDO IL GIRO DEL MONDO

Tutto questo è EUREKA! Storia di un’invenzione impossibile, il docu-film (anche in versione inglese) realizzato nel 2024 e che dall’anno scorso abbiamo deciso di valorizzare con un’articolata strategia di diffusione.

Nel mondo esistono numerosi festival dedicati ai video aziendali e pubblicitari, alcuni orientati nello specifico alle narrazioni d’impresa. Da Cannes a New York, dall’Italia all’Estremo Oriente, il film è stato – e verrà – candidato ai festival più prestigiosi, selezionati in base alla loro capacità di accogliere e rispecchiare i valori di IBSA. Per queste candidature è stato realizzato anche un trailer che, in pochi minuti, restituisce tono, sapore e contenuti dell’opera.

La strada dei festival conferisce ulteriore prestigio alla strategia comunicativa e al brand IBSA, connettendolo a un livello artistico e culturale pienamente coerente con la visione di IBSA Foundation e della proprietà. Una strategia simbolica, nobilitante, che va oltre il puro ritorno economico – che, in questo caso, non è centrale.

UNA STRATEGIA SOCIAL INTEGRATA E STUDIATA AD HOC

Il film, ça va sans dire, è stato anche pensato per una campagna di diffusione social: è stato veicolato sui canali aziendali YouTube e Instagram. Per rendere il video ancora più fruibile, dal contenuto originale è stata declinata una serie di video-pillole che hanno generato interesse, follower, like, commenti e curiosità. 

I micro-video esplorano due grandi filoni: uomini e macchine. In un’epoca in cui la relazione uomo/macchina è al centro del dibattito – oscillando tra entusiasmo e timore – abbiamo proposto una serie di video brevi dedicati alle macchine, mostrando l’incanto di certe immagini: la macchina può essere bellezza, “quasi fosse cosa viva”. Vogliamo generare stupore con nuovi piani visivi, rivelando l’anima inedita delle macchine, la loro danza, il loro ritmo, il loro enigma.

Sul versante umano, invece, abbiamo estratto momenti di connessione autentica: gesti, sguardi, frammenti di quotidianità che raccontano il lavoro e il suo senso. In altri casi, le pillole offrono attimi di leggerezza e intrattenimento. Ogni micro-video è accompagnato da uno slogan o da una domanda, per stimolare interesse e curiosità. 

Dal docu-film è stata inoltre ricavata una serie di fotografie di valore artistico. È proprio così – tra film, social, festival, immagini, pittura e racconti – che stiamo dando voce all’anima di IBSA.