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“Musica come cura”: conclusa la seconda edizione del corso universitario Cultura e Salute all’USI

Sette appuntamenti per affrontare sette aspetti di un unico, grande tema: il ruolo esercitato dalla musica sul benessere individuale e sociale e come parte del percorso terapeutico per i pazienti. È stato questo l’obiettivo di Musica come cura, la seconda edizione del corso Cultura e Salute che si è tenuta da ottobre a dicembre presso l’Università della Svizzera Italiana (USI). Promosso dalla Facoltà di scienze biomediche dell’USI in collaborazione con la Divisione Cultura della Città di Lugano e IBSA Foundation per la ricerca scientifica, il corso intende approfondire il ruolo delle arti e della cultura come strumenti per promuovere la salute e supportare i percorsi di cura. Questa seconda edizione ha visto anche la partecipazione del Conservatorio della Svizzera italiana. Il corso, coordinato dal Professor Enzo Grossi, si è inserito all’interno del programma accademico offerto dall’USI e dal Conservatorio ai propri studenti, per i quali erano previsti dei crediti formativi accademici.  

“Il corso Cultura e Salute è nato con l’obiettivo di offrire uno spazio di dialogo e confronto tra il mondo scientifico e i giovani medici di domani, fornendo loro alcuni strumenti utili a vivere la professione con uno sguardo più ampio” – ha sottolineato Silvia Misiti, Direttore di IBSA Foundation per la ricerca scientifica. “Con la seconda edizione di questo corso universitario abbiamo aggiunto un nuovo tassello al percorso che è stato avviato proprio perché riteniamo importante che i medici di domani abbiano la capacità di lasciarsi ispirare dall’interconnessione tra i diversi aspetti che compongono la vita delle persone e sappiano inserire nei momenti di cura anche le emozioni e la creatività”.   

Le relazioni sono state tenute da oltre venti esperti di stampo internazionale – note personalità del mondo della scienza e della cultura, e professori della Facoltà di scienze biomediche dell’USI. Analogamente alla prima edizione, anche quest’anno le lezioni erano aperte al pubblico e sono state seguite da oltre 600 partecipanti, tra studenti, dottorandi e persone interessate.  

Nata con un approccio multidisciplinare, Musica come cura ha rappresentato una preziosa occasione per indagare la rilevanza degli aspetti curativi dell’ascolto musicale, analizzare i molteplici effetti dell’esperienza sonora su corpo e mente e confermare la musica come un’importante risorsa terapeuticacomplementare alle cure tradizionali.  

Grazie alla partecipazione di alcuni testimonial internazionali, ogni lezione – in italiano e in inglese con traduzione simultanea in entrambe le lingue – è stata arricchita dalla condivisone di esperienze sul campo e dalla presentazione di best practice. Sono infatti tantissimi gli ambiti clinici in cui la musica è utilizzata a fini terapeutici, come mezzo per alleviare il dolore fisico, contrastare depressione, ansia e isolamento, facilitare il rilassamento, aiutare la costruzione di legami sociali individuali e di gruppo.  

Il corso è stato strutturato per facilitare il coinvolgimento e la partecipazione attiva, sia attraverso il confronto e sessioni di dibattito con i relatori e gli ospiti, sia tramite intermezzi musicali curati dagli studenti del Conservatorio della Svizzera italiana.  

Scopri di più sul sito di IBSA Foundation.

La seconda edizione del corso universitario Cultura e Salute all’USI