Donne che hanno cambiato la storia della medicina

Donne che hanno cambiato la storia della medicina

13 novembre 2020

Senza troppi pregiudizi di genere, Alfred Nobel istituì il Premio Nobel con la volontà di attribuire questo riconoscimento “a tutti coloro che, nel corso dell’anno precedente, avessero apportato il maggior beneficio al genere umano”.

Fra il 1901 e il 2019 su 923 premiati, solo 54 sono donne e, tra queste, solo 12 hanno ricevuto il Premio Nobel per la Medicina. È un dato di fatto: tra i vincitori del Premio Nobel, le donne sono sottorappresentate.

A determinare questa situazione è stata la disparità di accesso all'istruzione, alle tecnologie e alle posizioni di comando, che ha allontanato innumerevoli menti femminili brillanti dalle carriere scientifiche e bloccato i loro progressi.

La mancanza di premi e riconoscimenti è il riflesso delle disuguaglianze che le donne sperimentano troppo spesso durante la loro carriera. Il divario di genere nella scienza, nella tecnologia e nell'innovazione, si traduce in talenti mancati e scoperte non realizzate. E senza tali esempi, le giovani scienziate e ricercatrici potrebbero essere scoraggiate dal dedicarsi alla ricerca scientifica.

Dopo la prima serie di #storiecontagiose Fondazione IBSA ha deciso di dedicare una seconda serie alle 12 donne vincitrici del Premio Nobel per la Medicina. L’obiettivo è di rendere visibili coloro che hanno contribuito al futuro della medicina e guidano tutt’ora le nuove generazioni di giovani donne favorendone “empowerment e gender mainstreaming”.

Ciascuna di loro ha dato contributi fondamentali alla ricerca e ogni loro storia è diversa. Il loro lavoro ha cambiato il modo in cui concepiamo la medicina e le loro storie meritano di essere conosciute, riconosciute e raccontate.

Le illustrazioni sono ad opera della talentuosa Nina Chhita, nome d’artista @nina.draws.scientists i cui soggetti di predilezione sono le donne: scienziate contemporanee e pioniere. I suoi capolavori sono apparsi su BBC news, Mental Floss, sui social media dell'Università di Oxford, dell'Università di Bath, Dementias Platform UK e in un video YouTube di Vanessa Hill.

Le prime 5 sono già disponibili sul blog Science Beyond Frontiers, le altre #storiecontagiose saranno pubblicate ogni mercoledì fino a fine anno.

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