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L’importanza della Supply Chain, in equilibrio tra previsione e gestione delle Sales&Operations

04 marzo 2021

Conversazione con Stefano Ferrazzi, Head of Supply Chain & S&OP

Vedere prima i problemi e quindi avere più tempo per affrontarli: è in questo senso che la Supply Chain è una funzione di IBSA interamente proiettata sul futuro. Chi gestisce questa funzione cerca ogni giorno di prevedere quello che succederà nei prossimi 12/18 mesi, sforzandosi di coordinare tutte le attività di logistica, approvvigionamento e consegna affinché chi ha bisogno di materiale e materie prime e chi deve distribuire o consegnare il prodotto ne sia sempre rifornito. Il tutto non in tempo reale, ma in un futuro piuttosto remoto e non sempre facile da prevedere. A guidare la funzione e ad accompagnarci in questo viaggio è Stefano Ferrazzi, Head of Supply Chain & S&OP in IBSA.

Che cos’è e che cosa fa la Supply Chain?

La Supply Chain può essere definita come un corpo a tre anime: Acquisti, Logistica, Sales & Operations. Denominatore comune è l’orientamento al futuro. La novità – almeno per IBSA - è rappresentata dall’S&OP, anima della Supply Chain relativamente nuova, che ha come scopo quello di vedere prima i problemi e quindi avere più tempo per affrontarli: è in questo senso che la Supply Chain è una funzione interamente proiettata sul futuro. Per usare una metafora è un po’ come essere su un aereo, che incontra le turbolenze e cerca di superarle in modo da raggiungere comunque la destinazione finale. In termini pratici, l’obiettivo è quello di dare le linee guida per ciò che è la programmazione operativa, in modo tale da armonizzare la frenesia dei mercati con la capacità produttiva di altissima qualità. É una funzione che non deve essere confusa con la più nota programmazione della produzione, che si occupa della finalizzazione delle linee produttive e ha un orizzonte temporale di uno, tre mesi; noi invece dobbiamo pianificare a 12/18 mesi. Non è quindi una semplice raccolta dati, ma un’interpretazione degli stessi in chiave predittiva, perché in base ai dati pianifichiamo il lungo termine. Fornire questa visione d’insieme è il nostro compito: di fatto noi siamo l’anello di congiunzione tra due mondi diversi (sales & operations), nel loro ambito eccellenti. Per riuscirci dobbiamo eccellere nell’essere sempre proiettati nel futuro, mantenendoci in quota tra le turbolenze.

Come riuscite a gestire tutto basandovi su dati tutto sommato ‘di previsione’?

Prendiamo ad esempio il momento attuale. Siamo davvero in un periodo delicato per situazioni esogene ed endogene. È naturale che vengano moltiplicati gli sforzi e che la Supply Chain sia chiamata a dare il proprio contributo. Ci riusciamo grazie alla capacità di far circolare le informazioni e, soprattutto, attraverso la collaborazione costante con tutte le funzioni aziendali. Per riuscire a pianificare e gestire situazioni molto complesse, oltre ad aver imparato da chi c’è da più tempo di noi, è necessario ascoltare le indicazioni e i bisogni di tutti.

Oltre a pianificare e soddisfare bisogni, di cosa altro si occupa la funzione?

Un altro aspetto fondamentale della Supply Chain è la gestione degli acquisti e dei fornitori. Spesso il procurement è visto come un centro di costo, mentre può diventare un centro di profitto; dobbiamo uscire dalla logica della funzione che deve ‘tirare il prezzo’, banalmente trattare. Il procurement negozia e ciò significa valutare tutti gli aspetti di una fornitura, non solo quello economico. E questo è basilare in un’azienda come IBSA, permeata dal concetto di Qualità e rispetto della Persona. In sintesi, un buon buyer deve relazionarsi con i fornitori come fossero i suoi migliori clienti. È un altro ambito in cui la collaborazione con le diverse funzioni è fondamentale. In gergo vuol dire impostare il rapporto IBSA – Fornitore in ottica TCO (Total Cost of Ownership). Proprio per favorire queste scelte abbiamo introdotto un portale nel quale ogni fornitore può caricare le informazioni che lo riguardano (prodotti, certificazioni, ecc..) riducendo notevolmente i tempi di scouting. E stiamo collaborando con una società terza al fine di verificare la sostenibilità dei nostri fornitori.

Non abbiamo parlato di Logistica, ma alla fine la Supply Chain deve fare in modo che i nostri prodotti siano sempre disponibili, a prescindere. In termini farmaceutici si chiama ‘garantire continuità terapeutica’, ma per noi è semplicemente la missione. E delle volte non è facile fare in modo che da una parte entri tutto quello che serve per produrre, e dall’altra esca tutto quello che è necessario alle persone per curarsi. È forse banale e riduttivo quello che dico ma il lavoro della Supply Chain è anche questo.

Qual è la prossima sfida che attende la Supply Chain?

A breve apriremo in Canton Ticino (Svizzera) un magazzino “unico”, che andrà a sostituire le strutture diffuse sul territorio. In attesa che sia completato il progetto Cosmos, abbiamo creato un magazzino centrale moderno di oltre 30.000 metri cubi coperti che sarà il nostro hub per la distribuzione interna. Siamo in attesa delle ultime autorizzazioni poi sarà operativo. Un altro buon risultato della Supply Chain, realizzato con la collaborazione di tutti senza i quali l’aereo non potrebbe neppure decollare.

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