L’esperienza in IBSA tra compliance e GDPR. Nuove correlazioni tra partnership, fiducia e innovazione.

L’esperienza in IBSA tra compliance e GDPR. Nuove correlazioni tra partnership, fiducia e innovazione.

16 settembre 2020

Conversazione con Katia Signorini, Senior Legal Affairs & Privacy Manager

Certe innovazioni sono epocali, anche se appaiono a prima vista semplici.
Un processo sistematico, naturalmente presente nella evoluzione dei prodotti farmaceutici, ma che avviene anche in molti aspetti meno tangibili della vita di un’azienda.
In IBSA, per esempio, la funzione legale, che l’immaginario collettivo ricollega ad attività tradizionali, viene sempre maggiormente coinvolta in numerosi processi di trasformazione aziendale, spesso anche di natura digitale, in cui occorre unire l'ambito privacy e compliance all’innovazione tecnologica, con l’obiettivo – centrato – di renderli più performanti e inattaccabili a vari livelli di complessità.
Parliamo dell’importanza di questa collaborazione con Katia Signorini, Senior Legal Affairs & Privacy Manager di IBSA.

“Il mio ingresso nel Legal Affairs di IBSA, guidato da Elisabetta Racca, risale al 2018. Oggi sono sempre più coinvolta nei numerosi progetti di natura trasversale e interdisciplinare, legati alla soddisfazione di specifiche esigenze interne: una partecipazione che rende il legal maggiormente visibile e strategico nel rapporto con gli stakeholder e nella disciplina di elementi del business vero e proprio. Il ruolo del Legal Affairs risponde oggi a una specifica esigenza di evoluzione aziendale in ambito privacy e compliance in relazione all’innovazione tecnologica. Infatti, anche IBSA sta vivendo un processo di grande trasformazione digitale, che viene facilitato da una sempre più solida e attiva collaborazione tra IT e Legal. Un rapporto che rappresenta un nuovo punto di forza per specifiche progettualità”.

Quanto contano l’innovazione dei processi e la collaborazione tra reparti diversi per il raggiungimento di obiettivi di business comuni?

Direi che sono aspetti di fondamentale importanza, poiché consentono una maggiore efficienza e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi con successo. Inoltre, rappresentano anche qualcosa di estremamente gratificante per coloro che prendono parte al processo di formazione: la consapevolezza di sentirsi coinvolti in un progetto aziendale, è infatti di stimolo all’operare comune.
Un esempio fra tutti è il nostro ‘portale fornitori’: uno strumento realizzato dalla Supply Chain per qualificare i fornitori del Gruppo IBSA cui il dipartimento legale ha contribuito per la parte di sua competenza con un presidio di corretta applicazione delle procedure di compliance (rispetto dei principi etici, delle linee guida anti-corruzione, del modello organizzativo).

In che misura il lavoro del legal affairs, nell’assicurare la conformità alle norme e il rispetto di una serie di principi, possono impattare sullo sviluppo delle nuove tecnologie, non solo in termini di compliance ma anche di fiducia da parte degli utenti finali?

Nella stragrande maggioranza dei casi, l’introduzione di nuove norme esige processi più complessi per la loro applicazione, e si svolgono in maniera sempre più veloce. Tutto ciò è attuabile solo attraverso l’utilizzo di tecnologie informatiche, il cui grado di sicurezza, se opportunamente progettate, risulta più affidabile e performante rispetto al tradizionale svolgimento manuale. Da qui maggiore sicurezza e maggiore fiducia anche da parte degli utenti finali.

Qual è a tuo avviso il livello di consapevolezza delle persone sul valore dei propri dati e della cessione per l’utilizzo di applicazioni e servizi? Quanto questo può essere determinato dalla comunicazione (in termini di chiarezza, per esempio) che un’azienda del pharma fa in merito?

Il livello di consapevolezza è ancora basso. Si parla tanto di privacy, talvolta con la sensazione che la protezione dei dati personali (privacy) venga confusa con la riservatezza dei dati personali. Occorre pertanto uno sforzo maggiore, in tutti gli ambiti e non solo nel pharma, per creare quella consapevolezza e conoscenza che sono ancora allo stato embrionale.

GDPR e Privacy: in che modo il dipartimento legale può rappresentare un trampolino verso le nuove opportunità offerte dalla trasformazione digitale?

L’Ufficio Legale è coinvolto in ogni aspetto che riguarda questo tema. In particolare, l’attività di training rivolta al personale aziendale in materia GDPR e privacy può anche rappresentare un’opportunità per incrementare il grado di consapevolezza a 360°: quindi non solo in ambito professionale, ma anche privato.

Come potrebbe cambiare il concetto di privacy con la pandemia Covid-19 e la percezione del valore del dato stesso in relazione all’utilizzo di specifiche tecnologie?

Una parte della popolazione, che sconta una mancanza di conoscenza puntuale sul concetto di privacy o sulla scorta di pregiudizi indotti dal comune sentire, potrebbe essere portata a percepire con sospetto l’introduzione di nuove o specifiche tecnologie, vanificandone la portata.

Promuovere la conoscenza degli aspetti legali, come pure di quelli regolatori, può davvero fare la differenza perché questi non diventino limiti all’innovazione ma opportunità da cogliere.

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