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Giornata Mondiale dell'Arte tra benessere e tecnologia: dialogo con Giacinto Di Pietrantonio

Giornata Mondiale dell'Arte

Il 15 aprile si celebra la Giornata Mondiale dell'Arte, un'occasione per riflettere sul ruolo fondamentale che gli artisti svolgono nella nostra società.

Con la sua capacità di esplorare e comunicare le esperienze umane più profonde, l'arte emerge come un potente strumento di riflessione critica. Può ispirare emozioni, stimolare il dialogo e promuovere la comprensione interculturale, può offrire una via per superare le divisioni e costruire ponti, anche – e soprattutto – in un contesto storico in cui la tecnologia permea ogni aspetto della nostra vita.

Per approfondire questi argomenti, abbiamo intervistato Giacinto Di Pietrantonio, critico e curatore dipendente dall’arte, già Professore di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, Direttore GAMeC di Bergamo e attualmente Professore di Editoria d’Arte e di Allestimenti Spazi Espositivi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Como, che ha condiviso con noi la sua visione sulle tendenze emergenti, il potere unificante dell'arte e le intriganti intersezioni tra arte, tecnologia e scienza.

Il 15 aprile è la Giornata Mondiale dell’Arte. Qual è, secondo lei, il ruolo dell'arte e degli artisti nella società contemporanea?

Il ruolo dell'arte nella società contemporanea è complesso e cruciale. Oltre a fornirci uno sguardo diverso sulla realtà, l’arte ci dota di strumenti critici per analizzare tutto ciò che ci circonda.

Giornata Mondiale dell'Arte

Quali sono le tendenze emergenti nell'arte contemporanea?

Nell'arte contemporanea emergono diverse tendenze che riflettono le complesse sfide e opportunità della società moderna. Si osserva una crescente attenzione verso temi sociali e politici, con vari artisti che utilizzano la propria arte come strumento per esplorare e commentare le disuguaglianze, le ingiustizie e le crisi globali. Attraverso installazioni, performance e opere d'arte partecipative, gli artisti contemporanei sfidano il pubblico a riflettere sulle questioni urgenti della nostra epoca e a considerare nuove prospettive e soluzioni. Oggi, artiste come la palestinese Emily Jacir e l’italiana Rossella Biscotti, per esempio, affrontano in modo diretto le questioni dei conflitti e delle crisi umanitarie attraverso le loro creazioni. E come non citare le “provocazioni” di Maurizio Cattelan e l’arte sociale di Michelangelo Pistoletto, o ancora l’artista cinese Ai Weiwei, che incarna la resistenza creativa e la sfida all’autoritarismo. La sua vita e le sue opere sono un intreccio di estetica e impegno politico, un dialogo continuo tra la bellezza dell’arte e la lotta per la libertà di espressione.

L’arte vive in parallelo con la società, talvolta la precede. Ora siamo in una nuova fase della rappresentazione artistica del genere umano: l’era dell’intelligenza artificiale che produce arte. Che interpretazione possiamo darne?

L’arte contemporanea riflette la complessità e la diversità della società moderna, offrendo nuove prospettive, stimolanti dibattiti e potenziali soluzioni per affrontare le sfide del nostro tempo. Stiamo assistendo a una maggiore interdisciplinarità, con artisti che collaborano con programmatori, scienziati e professionisti di altri settori. Questo approccio integrato all'arte riflette in pieno l’evoluzione che, come genere umano, stiamo compiendo e contribuisce a promuovere sperimentazioni nuove.

Come vede la relazione tra arte digitale e arte tradizionale? Queste due forme d'arte possono integrarsi?

Una delle tendenze più evidenti è l'ibridazione, con artisti che combinano tecniche tradizionali con nuove tecnologie digitali per creare opere innovative e multidimensionali. Questo connubio tra arte analogica e digitale apre inesplorate possibilità espressive, promuove sperimentazioni sempre più ampie e, infine, invita il pubblico a sviluppare nuove modalità di fruizione artistica. Ma tutto ciò non nasce oggi. Nel 1962 presso il negozio Olivetti a Milano, fu inaugurata la mostra Arte Programmata. Arte cinetica, opere moltiplicate, opera aperta, una mostra organizzata da Bruno Munari e Giorgio Soavi, e presentata da Umberto Eco, che è da ascrivere come la prima riflessione sull’uso della tecnologia applicata all’arte. Molto in anticipo sui tempi.

IBSA Foundation per la ricerca scientifica crede molto nel potere aggregante e curativo dell'arte. Cosa ne pensa dell'impatto dell'arte sul benessere delle persone?

L’arte è da sempre la ragione della mia vita e ovviamente concordo nel vederla come qualcosa che produce benessere a livello psicologico, mentale e dunque complessivo. Un Rapporto commissionato dall'OMS, passando in rassegna oltre 3000 studi sull'argomento, ha evidenziato tante prove convincenti su una relazione diretta tra arte e benessere. E non solo sull’arteterapia. Andare nei musei, guardare le opere d'arte e condividere queste esperienze produce un effetto positivo sul benessere delle persone. IBSA Foundation promuove e sostiene i progetti che utilizzano l'arte - e più in generale la cultura - come strumento per migliorare anche il benessere emotivo. Ci accomuna una filosofia attenta all’interezza della persona, così come alla cultura intesa come fattore chiave per il progresso delle nostre comunità.

Per concludere, ci racconta il progetto Digital Aesthetics, l'iniziativa allestita al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano?

È un progetto sviluppato in collaborazione con IBSA Foundation e il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia (MUST) di Milano che punta a esplorare l'intersezione tra arte, intelligenza artificiale e tecnologia digitale presentando al pubblico quattro installazioni di arte digitale: "The Wall of Sound" di panGenerator, "La Gabbia" di auroraMeccanica, "Robotic voice activated word kicking machine" di Neil Mendoza e "Chromata" di Michael Bromley. L'obiettivo è creare nuovi scenari di riflessione ed esplorazione tra due mondi apparentemente distanti come il sapere umanistico e il sapere scientifico, individuandone le relazioni e le possibilità di incontro. Se passate da Milano, vi consiglio di andarla a vedere, di sperimentare e di… connettervi con l’arte!

Scopri di più su: www.ibsafoundation.org